Pubblico impiego e appartenenza massonica

Clicca sulla copertina per leggere il documento di Saverio Setti. Nota: la copertina non è presente nel documento originale ma elaborata da noi al solo fine di distinguere il documento a colpo d’occhio.

Pubblico impiego e appartenenza massonica. (in)compatibilità?. Questo è il titolo della relazione che il Capitano dell’Esercito Saverio Setti ha redatto nel 2019 per la Rassegna bimestrale dell’Esercito. La relazione, pubblicata sul sito del Ministero della Difesa, non è dunque un documento recente ma conoscendo la scarsa risonanza e diffusione che ha avuto nella società civile, e soprattutto constatando come nel dibattuto politico ci siano molti che ancora tentino di delegittimare la Massoneria, diamo il nostro contributo nel divulgarla.

La Federazione italiana LE DROIT HMAIN ha pensato di celebrare così, quest’anno, il Solstizio d’Estate, onorando l’onestà intellettuale e la preparazione di chi, proprio in seno alle Istituzioni, lavora per fare chiarezza sia su temi come questi che sulla ratio che sta dietro le norme, le leggi, la stessa Costituzione italiana.

Saverio Setti – Capitano dell’Esercito, dottore in Scienze Strategiche, in Relazioni Internazionali ed in Giurisprudenza – ha strutturato la relazione in quattro punti:

  1. Il fine massonico dell’associazione
  2. Appartenenza massonica e pubblico impiego civile
  3. Appartenenza massonica e pubblico impiego militare
  4. Uno sguardo alla giurisprudenza sovraordinata

Non ci inoltriamo nell’analisi dettagliata del testo, lasciando a Voi lettori questo piacere. Basti sapere che l’apparato a fondo pagina di note e riferimenti è dettagliatissimo, ampio, e che l’intera relazione, priva di pareri personali, si articola in maniera del tutto aderente alla legislazione italiana, sia di ambito costituzionale, che di Diritto del Lavoro e di Diritto in seno alle Forze armate. Perfettamente titolato per il suo Curriculum Vitae et Stodiurum ad esplorare il nesso tra impiego pubblico e appartenenza massonica in tutti questi ambiti, fornisce un documento che rende giustizia non solo alla Massoneria, quale forma associativa democratica ma alle istituzioni stesse della Nazione e dello Stato, così ricondotte all’alta eredità morale dei Padri costituenti.

Dovendo giustamente prendere come riferimento un’Obbedienza, il dott. Setti utilizza per la sua relazione lo Statuto del Grande Oriente d’Italia, in quanto Obbedienza con più iscritti – in Italia – ma oculatamente e con evidente sensibilità democratica pone in più occasioni, non solo tra le varie parentesi, la necessità di estendere il discorso a tutte quelle Obbedienze e Ordini che come il nostro possono attestare il pieno rispetto delle regole e delle leggi dello Stato oltre che della Tradizione moratoria.

Volendo fare un esempio dell’applicazione dei ragionamenti proposti, esempio citato indirettamente nel testo, può essere senza dubbio la Legge Fava approvata dall’Ars (vedi Regione Sicilia, leggi il nostro comunicato stampa di allora, oppure il nostro articolo) anticostituzionale e discriminatoria, oppure certi “accordi di governo” tra Forze politiche ignare dell’infondatezza legislativa che vanno a proporre. Se queste Forze politiche non vogliono ascoltare i Massoni, potranno sempre affidarsi a un valido e neutrale rappresentante dello Stato, a cui auguriamo la prosecuzione di altrettanto felice lavoro.

Rinnoviamo a Voi tutti l’augurio di un sereno Solstizio d’Estate, e buona lettura!

 

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