Da quella data ad oggi la condizione della povertà nel mondo non accenna a migliorare.
In particolare questo fenomeno colpisce la fascia più indifesa dell’Umanità, quella dei bambini.
Un recente studio dell’Unicef e di Save the Children stima che siano 1,2 miliardi i bambini che vivono in condizioni di difficoltà nei paesi a medio o basso reddito con un aumento del numero di 150 mila unità dovuto alla pandemia Covid-19.
Salute, istruzione, alimentazione sono solo alcuni dei problemi da affrontare.
Anche nei paesi ricchi il disagio dei minori è molto elevato, l’Italia in particolare risulta agli ultimi posti della classifica dei paesi OCSE in tutti gli indicatori di benessere dell’infanzia con il tasso di povertà infantile più elevato: il 17% della popolazione minorile.
Nei mesi scorsi l’epidemia da COVID-19 ha indotto la maggior parte dei paesi a tenere le scuole chiuse a causa delle rigide politiche di «lockdown». La scomparsa di familiari e amici, gli stati di ansia, l’obbligo di rimanere a casa, la carenza di supporto, la chiusura delle scuole, il difficile bilanciamento fra vita lavorativa e familiare, lo scarso accesso all’assistenza sanitaria combinati con la riduzione di reddito causata dalla pandemia sono stati fattori devastanti per la salute fisica e mentale dei bambini e per il loro corretto sviluppo.
Nei prossimi due anni in tutto il mondo il PIL sarà in deciso calo e se i governi non intraprenderanno azioni correttive immediate, la povertà in cui già versano i bambini è destinata purtroppo ad aumentare.
Non è possibile lasciare che un’intera generazione sia vittima degli effetti peggiorativi della povertà e delle conseguenze di questa pandemia. I governi e le comunità internazionali, a cominciare dall’Unione Europea, devono agire per attenuare gli effetti di questa sciagura: protezione sociale, politiche fiscali inclusive, investimenti nei servizi sociali ed interventi sull’occupazione e sul mercato del lavoro a sostegno delle famiglie sono essenziali per sradicare la povertà ed il disagio dei minori.
Basti citare l’esempio di Janusz Korczak, Fratello de Le Droit Humain, medico Polacco e autore del primo libro sui diritti dei bambini (Il diritto del Bambino al rispetto, Luni Editrice, Milano) deportato a Treblinka e ucciso per proteggere gli orfani del suo istituto di Varsavia.
Riteniamo dovere di ogni uomo occuparsi dei bambini e del loro diritto a diventare uomini liberi. Come ebbe a dire il nostro fratello Victor Hugo “Il diritto del bambino è di essere uomo: ciò che fa l’uomo è la luce, ciò che fa la luce è l’istruzione”. Egli riassume così la complessità degli interventi che devono essere messi in campo: non solo alimentazione, ma anche assistenza sociale, sanitaria, e diritto ad una istruzione completa. I bambini che perdono l’istruzione hanno maggiori probabilità di venire costretti allo sfruttamento criminale. Pensiamoci prima!
ulteriori riferimenti ai dati UNICEF:
https://www.unicef-irc.org/publications/pdf/Report-Card-16-Worlds-of-Influence-child-wellbeing.pdf
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